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Il monte
Generoso - Svizzera - Maggio 2005
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NAUI TEC Exploration
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- Lunedì 2 Maggio 2005 ore 10:30
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Arriviamo ad Arogno,
Stefano assieme ad un suo
collega dell'Istituto Scienze della Terra ci stavano aspettando,
scarichiamo dalla macchina le bombole che per i prossimi
giorni rimarranno nella grotta quali bombole d'emergenza del
team. Immediatamente si preparano e si adoperano per aiutarci a
trasportare le bombole a destinazione. Nel frattempo arriva Lorenzo
che per i prossimi 3 giorni si occuperà di fare qualche fotografia.
Ci vestiamo anche noi e facciamo un giro fino alla strettoia
dei -87 metri per portare delle bombole d'emergenza , Jean Jacques si
fa un giro di ricognizione della grotta e Lorenzo avverte che si
farà trovare al ritorno per fare delle fotografie. |
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Io e Gigi ci
prepariamo, facciamo i controlli pre - immersione dei
nostri rispettivi rebreather (usiamo entrambi il Voyager)
mentre mi preparo ad entrare vedo Lorenzo che prepara
la macchina fotografica e Jean Jacques che sta facendo i
controlli al suo rebreather (Jean Jacques userà il suo SCR
passivo per le giornate a seguire, in quanto ha ancora poche
ore di utilizzo del Voyager).
Io porto con me la
mia telecamera, in modo da iniziare a girare un pò di
filmato.
Partiamo, l'acqua è
8-9 gradi, io non ero mai stato prima alla Bossi, l'inizio è
molto bello, la grotta nei primi metri è molto
stretta, si è costretti a farsi largo rotolando tra massi e
pietre, veramente bella.
Sono preoccupato
per l'obiettivo della telecamera, quindi mi fermo per
cercare un passaggio migliore, ma.... invano.
Decido allora (e
farò così per tutti i 4 giorni) di fare tutto il passaggio
stretto in "retromarcia" e cioè entrando con i piedi in
basso, in modo da proteggere l'obiettivo della telecamera. |
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(Foto
dell'entrata della grotta) |
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Passato i primi
metri la grotta diventa molto larga e facile. Qualche
piccolo passaggio mi costringe a chiudere la lampade della
telecamera, ma generalmente la grotta è abbastanza larga da
permettermi di operare in assoluto confort con la grossa
telecamera (ho una Canon XM2 scafandarata Isotta).
La grotta emana
tutto il suo fascino sempre,
tutte le volte che
mi immergo nella pancia della terrà è sempre un'emozione
unica, solo la grotta riesce a trasmettermi così tanto
timore.
Il buio assoluto il
silenzio favorito dal fatto che utilizziamo dei CCR è
infinito!
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(strettoia alla
massima profondità della grotta - 87 metri circa) |
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Io, "costretto" a
vivere queste esperienze relegato rigorosamente dietro un
monitor (l'immersione viene da me eseguita guardando tutto
dal monitor esterno della telecamera) rimango spesso
affascinato dalla impressionante scultura della natura.
E' una cosa bellissima vedere
cosa c'è dentro un "buco" allagato, quanti passaggi
affascinanti, quali disegni la natura riesca a compiere
nelle viscere della terra.....
Il tempo si dilata, il mondo
esterno scompare improvvisamente portandosi con se i rumori,
i suoni della vita quotidiana, per lasciare spazio ai
rumori, ai suoni della natura, anzi della terra.
Nella pancia del monte Generoso!!
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(un passaggio oltre
la strettoia) |
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| Gigi controlla che le bombole siano
in ordine, controlla e sistema il filo, aggiusta un pò quà ed un pò
là, sembra di vedere un buon padre di famiglia, che controlla
e mette in sicurezza il percorso, con la responsabile consapevolezza
che questo potrebbe per qualcuno divenire "vitale".... grazie Gigi!
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| Arriviamo presto, io e Gigi decidiamo di
andare "dietro" per vedere se tutto è in ordine per proseguire
da dove ha lasciato la volta precedente. Ci vestiamo, facciamo i
soliti test ai rebreather, e via! |
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Io parto per primo
con telecamera al seguito, in quanto sono lento per i primi
20 metri per timore di demolire la telecamera, aspetto Gigi
che come sempre è puntualissimo e via.
Metro su metro
pinneggiando (a volte fatico a reggere il ritmo elevato di
Gigi), arriviamo alla strettoia, e poi su di la!
La grotta è una" V
" che arriva fino a quasi -90 metri di profondità a
circa 420 metri dall'entrata, per uscire in una cavità aerea
non molto grande.
Per il ritorno
all'aperto bisogna (ovviamente) ripercorrere la stessa
strada dell'andata, e quindi ritornare a -90 metri di
profondità.
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(un passaggio della
grotta) |
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Quando l'obbiettivo
della mia immersione (come in questo caso) è di riuscire a
fare un servizio video o fotografico "decente"
spesso
cerco di essere distaccato e professionale, per riuscire a
cogliere tutti i momenti salienti.
Chi non fotografa
spesso non comprende l'animo dell'operatore. Quando è tutto
finito, quando sei a casa, tutti si aspettano di ammirare il
lavoro, di vedere le immagini, di questo importante momento,
l'operatore sa che gli altri si aspettano dal lui
qualcosa!
Solitamente divento
tutt'uno con la telecamera, con la macchina fotografica,
spesso "vedo" il lavoro finito e mi immagino gli sguardi
dei miei compagni .
Questa volta
l'evento è ancora più importante, più profondo, non
risulta che ci sia mai arrivata ne macchina fotografica ne
tanto meno telecamera nel "dietro" della Bossi. Tutti sono
in fibrillazione tutti aspettano di vedere il mio lavoro, il
canale 1 della televisione nazionale Svizzera, ha chiamato
avvisando della loro presenza per il giorno successivo,
chiedendo le immagini dei "girati" in acqua da mandare
in anteprima nazionale. |
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Tutti si aspettano le immagini,
l'Istituto scienze della Terra con il quale abbiamo avuto
l'onore di collaborare in questa impresa, gli abitanti del
posto...
tutti si aspettano di vedere le
immagini.
... e le immagini sono arrivate!
E' con grande soddisfazione che vi
mostro queste immagini, tratte dalle circa 4 ore di girato
video.
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(Jean Jacques Bolanz
che arriva nella grotta aerea nella pancia del Generoso) |
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| Arriviamo sul posto ed ad attenderci....
il mondo!! Si erano passati parola e la strada era invasa da troupe
televisive da emittenti radio e tv locali, tutti volevano vedere le
immagini. Per noi era una giornata di riposo, io ho fatto un giretto
in solitaria fino al bivio (-60 circa), Gigi è andato con Lorenzo a
fare delle foto, Jean Jacques non si è immerso. Tutta la nostra
attenzione era rivolta al giorno dopo, quando avremmo tentato di
proseguire con l'esplorazione. |
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| Arriviamo alla Bossi alle 10:00 ma tra
preparare le montagne di attrezzature che avremmo portati con noi,
riusciamo ad immergerci alle 11:30 - 12:00. |
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Arriviamo di la alle 13:00 circa
in quanto tra discesa e decompressione abbiamo 50 minuti di
strada, ci sistemiamo i rebreather, e iniziamo ad
arrampicare al primo "campo base" posto una decina di metri
sopra il livello dell'acqua per iniziare a trasportare delle
attrezzature speleo.
Sentivamo la fame ma prima Gigi ha tentato di
continuare l'esplorazione del secondo sifone che aveva
lasciato qualche tempo prima (vedi nelle foto a sinistra).
Successivamente abbiamo dato
"corda" alla fame e ci siamo sistemati al bivacco..
un pic-nic in grotta!!
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(Gigi che tenta di
proseguire nel 2° Sifone) |
(Gigi che tenta di
proseguire nel 2° Sifone) |
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| Siamo
usciti dall'acqua alle 21:00 tutti e tre Io, Gigi e Jean
Jacques. Stanchissimi ma
felici..
.......e l'avventura continuerà!
Fintanto che ci saranno persone
desiderose di esplorare l'ignoto, fintanto che la tecnologia
avanzerà permettendo di mostrare cose nuove, cose mai viste
ai più.
E' per me un grande onore aver
potuto esserci.
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Articoli |
(Jean Jacques Bolanz
all'uscita) |
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