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Corso CCR 1 (Air Diluent Diver ) con i Rebreather Voyager  settembre 2005

 

Il corso , ultimo della serie diluente aria, vedeva come protagonisti 3 su 4 istruttori NAUI.

Gli allievi, avevano già totalizzato  circa 80 ore ciascuno in SCR (il rebreather VOYAGER si può trasformare da SCR a CCR ). Le operazioni  sono durate 5 giorni con molte ore di laboratorio e molte ore di teoria, dove gli studenti imparano a configurare la macchina da SCR che sono abituati ad usare da tempo a CCR1 (air diluent). Alla fine della parte teorica, visto che nelle settimane precedenti il mare era stato un “disastro” decido di dirottare il corso al Lago di Garda (Verona), mio luogo di residenza e palestra da sempre.

Anche Fabio si è spesso immerso nei laghi in quanto abita vicino ad un lago Italiano più piccolo del Garda, Fabrizio, Maurizio (l’avvocato) ed Andrea non erano molto preparati all’evento, vivendo in una delle più belle regioni di Italia (la Liguria) e quindi abituati ad immergersi al mare.

In modo particolare Andrea era molto preoccupato per le condizioni della visibilità e del freddo.   

Il primo giorno di corso si svolge ad una profondità massima di 9 metri dove gli allievi incominciano a prendere la confidenza con le pressioni parziali (cosa che non erano abituati a fare in SCR ) ed incominciano a ragionare per pressioni e non più per frazioni, diciamo che la prima giornata la utilizzano per “ambientarsi” al nuovo ambiente ed alla nuova configurazione della macchina. Il Secondo giorno si posizionano tutti ad una profondità di 10 metri e simulano le varie condizioni di consumo metabolico.

La prova funziona in questo modo:

si fermano e rimangono ad una profondità costante, impostano la pressione dell’ossigeno a 1.0 ppo2 e fanno 5 minuti di leggera pinneggiata dove ad ogni minuto si annotano sulla lavagnetta la pressione dell’ossigeno, successivamente fanno altri 5 minuti con pinneggiata “sostenuta” ed anche in questo caso si annotano sulla lavagna le letture dei monito dell’ossigeno, poi  come ultima prova proviamo ad andare in affanno pinneggiando da fermi appoggiati ad una roccia più forte possibile ed ancora una volta si segneranno sulla lavagnetta tutti i dati relativi al tempo ed alle pressione dell’ossigeno. Questi dati saranno poi commentati assieme, durante le ore di teoria, permetteranno di capire molte cose sui consumi metabolici individuali, e ci permetteranno una migliore e personale taratura del rebreather.

Ma come funziona questo Voyager, vi chiederete ora?

In parole semplici, il Voyager è un rebreather che si configura SCR o CCR in base al grado di preparazione dell’utilizzatore, ha un regolatore di “massa” che regola la massa dell’ossigeno che entra nel loop di respirazione, nel caso di CCR la massa corrisponderà a circa il proprio consumo metabolico. Ha un filtro assiale con rendimento radiale che lo rende sicuro e nello stesso tempo confortevole, e si può utilizzare con bombole da 2 litri a 5-6 in quanto non possiede il carapace. E’ una macchina semplice e molto versatile che permette immersioni con consumi di circa 0.6~1,2 litri al minuto (in CCR) di ossigeno a qualsiasi profondità (nei rebreather in consumo non aumenta all’aumentare della profondità).

Alla fine del corso nell’ultima giornata simuliamo anche tutte le emergenze, compresa una risalita nel blu, utilizzando il proprio baylout da una profondità di -30 metri.

Alla fine gli allievi ci sono riusciti, e quindi Andrea, Maurizio, e Fabio sono diventati CCR diver NAUI TEC. Un ringraziamento particolare a Fabrizio, prezioso assistente in acqua.

 

Per qualsiasi informazione circa il Voyager non esitate a contattarmi via email r.delaide@libero.it .

 

 

 
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