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Le colorazioni delle bombole.

 
     
 
Attuazione della norma EN 1089-3


"bombole di gas - colorazione delle bombole/codice colori" in Italia.
 
La norma EN 1089-3 definisce la colorazione delle bombole di gas a livello europeo.
Il nuovo sistema di colorazione differisce sostanzialmente dal codice dei colori finora in uso in Italia. I nuovi colori incominceranno ad essere utilizzati a partire dal 7 Gennaio 1999 e la fase transitoria verrà conclusa entro il 31 Dicembre 2004.
 

La grande quantità di bombole di gas in uso richiede un lungo periodo di transizione. Pertanto, fino alla suddetta data, si ritroveranno in circolazione sia le bombole con i vecchi colori che quelle con i nuovi colori.
Per evitare confusione, tutte le bombole con i nuovi colori verranno contrassegnate con due "N" maiuscole (nuovo) diametralmente opposte. Tali "N" rimarranno al massimo per 10 anni.
 
 

• Nota importante


l’unica indicazione vincolante relativa al contenuto delle bombole di gas è l’etichetta.
La colorazione della parte superiore delle bombole serve come ulteriore informazione, parzialmente sulle proprietà dei gas (infiammabili, comburenti, tossici, ecc.) Essa sarà riconoscibile anche quando l’etichetta, per esempio ad una distanza maggiore, non è leggibile.
 

 (Fonte Air Liquide) 

Scarica il poster formato PDF direttamente dl sito di Air Liquide  

 
 
 
  Il pericolo dei gas compressi.  
     
  E' indispensabile utilizzare molta cautela nel maneggiare gas compressi di qualsiasi composizione, anche quando il gas compresso è considerato gas inerte.  
  Al riguardo si ricorda che in una bombola da 40 n/l caricata a 200 bar è immagazzinata una energia pari a quella di un oggetto pesante una tonnellata posto ad una altezza di 80 metri !! Alte concentrazioni di ossigeno a pressioni elevate, portano a fenomeni di autocombustione ed accensione interna spontanea con una velocità di reazione elevatissima tanto da provocare esplosioni.  I gas compressi devono essere identificabili immediatamente tramite dei colori precisi sulle ogive delle bombole che li contengono, le valvole sono "specifiche" e non vanno mai sostituite, vanno stoccati in strutture idonee, all'esterno con copertura leggera, per consentire in caso di scoppio lo sfogo verso l'alto e non orizzontalmente. Bisogna limitare il numero delle bombole presenti e tutte le bombole devono essere fissate per evitare la caduta accidentale, è importante che l'apertura delle valvole suddette sia effettuata molto lentamente e gradualmente.  
     
  (Fonte Istituto Nazionale per la Fisica della Materia)  
 
 
  Leggi la copia della Gazetta Ufficiale nr. 20 del 26-1-99 riguardante la normativa    
     
 
 
 


L'incendio è il prodotto d'una combustione, cioè di una reazione chimica innescata tra una sostanza combustibile e un comburente (di solito l'O2), la quale provoca lo sviluppo di calore, fiamma, gas, fumo e luce.

Si possono generare incendi anche per effetto di una trasformazione chimica esotermica di una sostanza ad altissima velocità di reazione con sviluppo di gas (esplosivi).
La presenza contemporanea del combustibile, del comburente e di una fonte di d'energia (innesco) provoca l'incendio. Gli incendi vengono distinti in quattro classi, secondo lo stato fisico dei materiali combustibili, più la categoria particolare degli incendi di natura elettrica:

A) incendi di materiali solidi;

B) incendi di liquidi infiammabili;

C) incendi di gas infiammabili;

D) incendi di solidi combustibili.


Le fonti d'innesco sono:

1) accensione diretta, quando una fiamma, scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un combustibile in presenza di O2;

2) accensione indiretta, quando il calore d'innesco è portato a contatto per convezione, conduzione e irraggiamento termico;

3) attrito, quando il calore è prodotto dallo sfregamento tra due materiali;

4) per autocombustione, quando il calore è generato dallo stesso combustibile, per effetto di lenti processi di ossidazione, autossidazioni e reazioni esotermiche in assenza d'aria, ossidazioni biologiche ecc.


Lo spegnimento si può ottenere in tre modi:

1) esaurimento del combustibile, per sua esclusione dal focolaio d'incendio;

2) soffocamento, per esclusione del comburente;

3) raffreddamento, per sottrazione di calore fino ad abbassare la temperatura sotto quella di combustione.

 

Cause e pericoli di incendio più comuni


Le principali cause d'incendio sono imputabili in buona parte ad imprudenza e trascuratezza: negligenza nel deposito o manipolazione delle sostanze infiammabili e dei rifiuti combustibili, scarsa pulizia dei luoghi di lavoro; uso imprudente di fiamme libere e di generatori di calore, di apparecchiature e impianti elettrici non a norma con manutenzione effettuata da personale non qualificato, oppure surriscaldati; ostruzione della ventilazione degli ambienti, mancato rispetto del divieto di fumare con abbandono di mozziconi accesi; negligenze di appaltatori o di addetti alla manutenzione.

Il rispetto scrupoloso della sicurezza è pertanto la prima protezione dagli incendi.

 

Sostanze estinguenti in relazione al tipo di incendio


L'incendio può essere domato mediante l'uso singolare o simultaneo di materiali estinguenti, scelti in funzione della natura del combustibile e delle dimensioni del fuoco.
L'acqua è l'estinguente per eccellenza, oltre che per la sua facile disponibilità e basso costo, anche per la sua triplice azione:

1) abbassamento della temperatura del combustibile infiammato, perché ne assorbe il calore;

2) soffocamento, perché sostituisce l'O2 con il suo vapore;

3) riduzione del combustibile, perché scioglie gli infiammabili solubili ed impregna i combustibili solidi, annullandone la combustibilità.


L'acqua è consigliata per estinguere incendi di combustibili solidi, con esclusione delle sostanze, che reagendo con essa, svolgono gas esplosivi: per esempio NaOH, KOH, CaO, che liberano H2, e carburi che liberano C2H2. L'acqua, essendo buon conduttore d'elettricità, non è da impiegare nemmeno su impianti e apparecchiature in tensione. Il suo impiego richiede l'installazione di prese con idranti collegate alla rete idrica e della relativa segnaletica.
La schiuma è costituita da una soluzione acquosa di un liquido schiumogeno. La sua azione estinguente avviene per separazione del combustibile dal comburente e per raffreddamento. Le schiume sono impiegate di solito per incendi di liquidi infiammabili, ma non possono essere utilizzate su impianti elettrici in tensione per il loro contenuto d'acqua. Gli schiumogeni sono da usare in funzione del tipo di combustibile: i Fluoro-proteici negli incendi di prodotti petroliferi per la loro efficacia e rapidità; i Sintetici, di lunga conservazione, per la loro efficienza di soffocamento su grandi superfici e volumi; i Fluoro-sintetici, per la proprietà di scorrere rapidamente sulla superficie del liquido infiammato, accelerando lo spegnimento con minore portata di schiumogeno; gli Schiumogeni per alcoli per l'estinzione incendi di alcoli, esteri, chetoni, eteri, aldeidi, acidi, fenoli, solventi organici ecc.
Le polveri sono costituite da particelle solide finissime a base di bicarbonati di sodio e potassio, fosfati e sali inorganici. L'azione estinguente delle polveri è prodotta dalla loro decomposizione, causata dalle alte temperature dell'incendio, producendo sulla fiamma effetti di soffocamento dovuti allo sviluppo di CO2 e vapore acqueo. I prodotti della combustione delle polveri, quindi, separano il combustibile dal comburente e lo raffreddano, inibendo la combustione. Le polveri sono adatte per fuochi di classe A, B, e C, mentre per incendi di classe D devono essere utilizzate polveri speciali.
Per domare gli incendi in ambienti chiusi, si possono usare gas inerti, come anidride carbonica e in minor misura azoto, ai fini di ridurre la concentrazione dell'O2 sino all'arresto della combustione. La CO2 non è tossica per l'uomo, è più pesante dell'aria, perfettamente dielettrica, e si può conservare liquefatta in bombole sotto pressione. A differenza dell'N2 conservato come gas compresso, ha un'azione estinguente per raffreddamento perché all'uscita dalla bombola assorbe molto calore nel suo passaggio da stato liquido a gas.
Gli idrocarburi alogenati, noti come "Halon", molto efficienti, soprattutto per l'estinzione di piccoli incendi sui banchi, sono stati vietati dalle norme di protezione della fascia d'ozono stratosferico con l'obbligo di smaltimento entro il 31 dicembre 1998. Gli agenti sostitutivi, rispettosi della salvaguardia ambientale, hanno lo svantaggio di una minore capacità estinguente.

 

 
 

Colorazioni Bombole

 
 
TIPO DI PERICOLO
VECCHIA
COLORAZIONE
NUOVA
COLORAZIONE
inerte    alluminio    verde brillante
infiammabile    alluminio    rosso
ossidante    alluminio    blu chiaro
tossico e/o corrosivo giallo giallo
tossico e infiammabile giallo    giallo+rosso
tossico o ossidante giallo    giallo+blu c.

Solo per i gas più comuni sono previsti colori specifici:
 

TIPO DI GAS
VECCHIA
COLORAZIONE
NUOVA
COLORAZIONE
acetilene
C2H2
   arancione    marrone ross.
ammoniaca
NH3
   verde   giallo
argon
Ar
   amaranto    verde scuro
azoto
N2
  nero   nero
biossido di carbonio
CO2
  grigio chiaro   grigio
cloro
Cl2
  giallo   giallo
elio 
He
  marrone   marrone
idrogeno
H2
  rosso rosso
ossigeno
O2
  bianco   bianco
protossido d'azoto
N2O
  blu   blu

Riporto infine il colore identificativo di altri gas:
 

TIPO DI GAS
VECCHIA
COLORAZIONE
NUOVA
COLORAZIONE
aria ad uso industriale    bianco+nero    verde brillante
aria respirabile    bianco+nero bianco+nero
miscela elio-ossigeno 
ad uso respiratorio(Trimix)
   alluminio    bianco+marr

 

 
 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
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